IL MONASTERO DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO – MOLISE

Il Monastero di San Vincenzo al Volturno fu fondato da tre nobili giovani provenienti dalle terre Beneventine agli inizi del secolo VII. I tre giovani fondatori del monastero portavano il nome di Paldo, Taso e Tato e la loro presenza alle sorgenti del Volturno non fu un caso, ma, dovendo sfuggire alle aggressioni del principe, i cui motivi sono ancora sconosciuti, dovettero allontanarsi dalle proprie terre e lungo il percorso si fermarono nell’abazia di FARTA (Rieti) dove ricevuti dall’abate Tommaso Morienna si fecero convincere a tornare indietro per fondare un monastero presso le sorgenti del Volturno.
Nei pressi della località dove dovevano fondare il monastero trovarono un Oratorio dedicato a San Vincenzo che, si dice,risaliva al periodo costantiniano.
La scelta della località da parte dell’abate Morienna non fu dettata a caso, ma aveva uno scopo ben preciso, rafforzare con l’insediamento del monastero, in un posto strategico di comunicazione, i poteri del papa. Il Monastero era situato in un posto centrale per il commercio tra i due mari (Adriatico e Tirreno) e rappresentava un punto di forza centrale per il commercio con Napoli.
La nascita del monastero di San Vincenzo (IS) fa sviluppare tutta l’aerea dell’alta valle del Volturno, dove cominciano a nascere nuovi centri abitati, tutti localizzati sulle cime di rocce, sulle colline e possibilmente vicino alle chiese e castelli per proteggersi dalle incursioni di popolazioni nemiche, vedi Cerro al Volturno, Rocchetta al Volturno e Castel San Vincenzo.
Nasce nel 988 su precisa richiesta dell’abate Roffredo la comunità di Colli al Volturno (IS), l’abate assegna ai contadini una parte del territorio, di dominio del monastero, poco distante dal monastero.
Testo dell’abate Giovanni che riporta sul “ Chronicon “ i confini del territorio assegnato all’abitato di Colli al Volturno:

“Prima pars rivo qui dicitur Clavo, et pergit usque in fluvio Volturno et quomodo ascendit, per fluvium Vulturnum usque ad rivum qui dicitur sancti Petre,et pergit per ipsum rivum usque ad montem qui dicitur Scappoli, et venit usque ad maccia Ioannis Atesaleni,et quomodo vadit directe ad ipsum Clarum, et de alia parte fluvium Vulturne, fine ribo de Valle qui dicitur Cerru, et in flumine Vulturno, et fine via Faranisca , et quomodo pergit in Ravesicca, et quomodo pergit directe in flumine Vulturno”

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